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| 04 novembre 2009
Alda Merini, funerali di Stato in Duomo sul maxi schermo scorrono le sue poesie

La poetessa sarà sepolta nel cimitero Monumentale, come proposto dal Comune della sua città e accettato dalla famiglia. Presenti i ministri Bossi e Gelmini Fiori gialli sulla bara mentre su uno schermo in piazza scorrono le sue poesie. Milano celebra così la poetessa Alda Merini, morta domenica scorsa, in occasione dei solenni funerali al Duomo. Centinaia di persone presenti all'interno della cattedrale hanno dato l'ultimo saluto, accompagnando il feretro con un lungo applauso. Alda Merini sarà sepolta nel cimitero Monumentale, come proposto dal Comune della sua città e accettato dalla famiglia. C'è tanta gente comune insieme con rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindacoLetizia Moratti, i ministri Maria Stella Gelmini e Umberto Bossi, alla funzione funebre celebrata dal vescovo monsignor Franco Giulio Brambilla, vicario episcopale della diocesi di Milano.
Accanto ai familiari ci sono gli amici di una vita, come l'attrice Valentina Cortese, i cantanti Milva e Giovanni Nuti. Quest'ultimo ha cantato in Duomo l'opera-poema della Croce, tratta dalle poesie di Alda Merini. Seduti fra il pubblico intellettuali, artisti, musicisti e rappresentanti del mondo editoriale che nel corso degli ultimi quattro decenni hanno apprezzato l'opera o hanno collaborato con la poetessa, considerata una delle più importanti esponenti del mondo culturale milanese. Da ieri e fino a mezzogiorno di oggi sono stati migliaia i milanesi che si sono recati a portare il loro saluto alla camera ardente allestita a Palazzo Marino e a stringere le mani alle figlie, Barbara, Emanuela, Simona e Flavia, raccolte intorno al feretro di legno scuro coperto di fiori. Le figlie sono naturalmente presenti anche oggi a fianco dei vertici delle istituzioni milanesi.
Tantissime le dediche raccolte in questi due giorni sui sei registri delle firme posti all'ingresso della camera ardente: saluti, versi poetici e ringraziamenti per "la piccola ape furibonda" che, con la sua vita difficile e la sua opera sofferta, ha segnato la storia culturale non solo di Milano.
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